Chi ha la passione per la pittura deve dipingere, non solo per scelta o per mero piacere, ma per bisogno, un bisogno che pulsa dentro, che riemerge e si fa sentire fiero e deciso in alcuni momenti della vita, dove la necessità di concretizzare in un’immagine le sensazioni che invadono il cuore e la mente  ti portano a dover dipingere, dover trasmettere agli altri, e per primo a te stesso, quell’idea, quella bellezza, quella naturalezza…

 

La passione per la pittura nasce con me, fin da bambina, l’armonia di contorno, la serenità che provavo e provo tuttora nel racchiudere i miei sogni e i miei desideri in contorni definiti, ma non troppo, nel dar loro un volto, un sentimento e una sensazione che si alimenta dal e nel simbolo della cavallo purosangue arabo.

Amo le forme espressive che trasudano bellezza, ho una predilezione e un bisogno di ricercare l’estetica, nell’accezione più pura e inviolata del termine. 

Ed allora ecco l'immagine della purosangue arabo. Questo splendido cavallo, dono divino e dalle  sembianze divine, sospeso tra mito, religione, amore e dedizione che congiunge e incarna tutto questo.  

Il purosangue arabo con il suo volto, i suoi occhi e, soprattutto, il suo sguardo è il tempio, il luogo sospeso tra lo spazio e il tempo nel quale si rivela e si materializza quello che avviene sotto la pelle, dentro al cuore, qualcosa che si perde e si ricongiunge senza perdersi mai, senza fissarsi ma mutando e vivendo di bellezza e sorpresa propri.  

I miei purosangue arabi sono fieri: fieri d’essere quello che sono, fieri della storia che scorre nel loro sangue da generazioni, fieri d’essere bellezza.

 

La passione per il cavallo arabo credo non sia mai nata, ma sia innata nel cuore, nella mente e nella vita di chi, come me, vede in questo animale tanto regale e grandioso, un bisogno di vita, di felicità.

La passione che nutro, che contraddistingue e colora la mia vita, sia per la pittura che per il purosangue arabo, ha quindi trovato naturalmente e senza costrizioni una fusione che le alimenta vicendevolmente.

Ora la mia pittura, che nasce da bambina, con l’anima e la mano di una bambina e procede in questa direzione, ossia da autodidatta, trova il suo sfogo e la sua più grande eruzione di vita e bisogno negli occhi e nello sguardo del mio figlio del deserto, purosangue arabo di un anno e mezzo, della linea di Salaa El Dine: punto di arrivo di un sogno che non ha età e punto d’inizio, me lo auguro, di un progetto per il futuro… insieme, ricercando quella bellezza e quell’emozione che solo lo sguardo di un cavallo arabo può regalare.

Marta Paganin

 

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