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A cura di Beatrice Bigotti
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Sempre più donne si dedicano con grande passione all'allevamento del Purosangue Arabo ed è a loro che dedichiamo questo spazio, per esaltare il loro impegno e il loro lavoro. |
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Paola Gonella dell'Allevamento Arcobaleno di Montorio (Verona) Website: www.allevamentoarcobaleno.com Paola, raccontaci la tua storia come allevatrice. Il mio allevamento, Arcobaleno, è basato esclusivamente sulla passione che io, mio marito Diego e mia figlia Manuela abbiamo per i cavalli di razza Araba. Con il loro aiuto seguo personalmente tutti i soggetti presenti, dall’accoppiamento alla nascita, all'addestramento e preparazione per le gare. Decisi di dedicarmi all’allevamento del Purosangue Arabo nel 1984, anno in cui mio marito mi regalò una fattrice di linea asil. Da subito fu chiaro che il programma allevatoriale doveva essere basato sulla selezione di soggetti che, oltre alla bellezza, classe ed eleganza tipiche della razza, unissero un carattere equilibrato con spiccate qualità atletiche. Iniziai a documentarmi su linee di sangue e caratteristiche dei soggetti che le rappresentavano e da esperienze dirette imparai a conoscerne carattere e versatilità alle diverse discipline sportive. Conclusi che la linea Egiziana/Polacca era quella che più rappresentava il mio ideale di Cavallo Arabo. Durante le mie ricerche cominciai ad interessarmi ai Cavalli Arabi dal mantello nero, colore molto raro e ricercato. In Europa, in quel periodo, non si trovavano soggetti di questo colore, per questo fu necessario andare negli Stati Uniti. Oltretutto, importanti allevatori americani, avevano selezionato le migliori linee Egiziane/Polacche, la cui discendenza otteneva ottimi risultati negli show e nelle prestazioni sportive, generazione dopo generazione. Fu così che, verso la fine degli anni ’80 arrivò d’oltreoceano il primo cavallo arabo nero in Italia Summit Shadow, accompagnato dalla fattrice grigia Sproud Glory e successivamente le fattrici nere Csa Pokahuntus e Arista Anne Mrb accompagnata dal figlio di 5 mesi Aristic Rebony e dalla figlia di 1 anno Jarda Anne Mrb, anch’essi neri. Nel frattempo, dalla Germania, arrivò lo stallone grigio Karadschi, nato nell’Allevamento Ismer da Shiwa (Weil/Marbach) e Kilimanjaro (nato in Russia da linee Egiziane/Polacche).
Paola Gonella si concede un po’ di relax montando a pelo Karasha arc, figlia di Karadschi e Summit Shary, da Summit Shadow e Sproud Glory Raccontaci come è nata la tua passione per i cavalli. Nacqui con i cavalli nel cuore, ebbi esperienze con cavalli di varie razze, da quelli da concorso a quelli per la monta western, ma quando ebbi la mia prima cavalla Araba, mi resi conto di aver trovato il cavallo che avevo sempre sognato. L’eleganza dei suoi movimenti, il temperamento focoso e dolce al contempo, la capacità di esprimere affetto. Ci volle un po’ per conquistare la sua fiducia, ma poi diventammo inseparabili! Non esisteva cavallo più bello e piacevole da cavalcare, la sua intelligenza e sensibilità mi convinsero che il Purosangue Arabo doveva essere il compagno della mia vita. Da allora sono trascorsi più di 20 anni e non c’è stato un giorno della mia vita in cui mi sia pentita della scelta di allevare questi cavalli meravigliosi. Il rapporto che ho con loro è una cosa indescrivibile, li ho visti nascere generazione dopo generazione, li ho cresciuti, addestrati ed ogni volta, le soddisfazioni che ne ricevo, sono sempre più grandi. Che progetti hai per il futuro? I risultati che stanno ottenendo i soggetti nati nell’allevamento, confermano la nostra scelta allevatoriale. Il futuro sarà quello di proseguire sullo stesso programma, cercando di migliorare sempre più la qualità dei cavalli allevati. |
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Barbara Bigotti di Città di Castello (Perugia) Website: www.arabitalia.com/bigotti Barbara, raccontaci il tuo incontro con il cavallo arabo. Ho iniziato a montare a cavallo che ero ancora una bambina. Solo dopo molti anni incontrai il purosangue arabo. I primi arabi che ho visto sono stati quelli del professor Toniolo, un grande estimatore di questa razza che molti ricorderanno. Nel 1989 alla morte di Isidora, una stupenda A.A.S., decisi di acquistare un arabo e la mia scelta cadde su Papele, una fattrice pura russa con un movimento molto potente. Papele sarebbe stata la mia compagna di passeggiate, ma mi dissero che era stata coperta da uno stallone olandese, Andoy, e che poteva essere gravida. Qualche mese più tardi nacque Afrodite, una puledra baia molto corretta e Angelo Teobaldelli mi convinse a portarla a Città di Castello dove ottenne il titolo di Campionessa Puledre. Così è iniziata la mia avventura negli show, sempre supportata dalla mia famiglia che condivide con me questa grande passione. Nel 1993 partecipai al Campionato Europeo a Menton dove rimasi letteralmente incantata da Hadidi, che era ancora poco più che un puledrone e pensai che sarebbe stato interessante unire l'esoticità dell'egiziano alla correttezza e solidità del russo. Da Hadidi e Afrodite è nata Elettra, la cavalla della mia vita, che mi ha regalato tante soddisfazioni in show e in riproduzione. Adesso, per motivi di salute, non posso più montare le mie cavalle che fanno le mamme a tempo pieno.
Barbara e Shael Dream Desert Che progetti hai per il futuro? Spero di continuare ad allevare cavalli esotici con belle teste e carisma, perché questo è il tipo di cavallo che piace a me. |
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Francesca Torazza dell'Allevamento Nejd Arabians di Roma Website www.arabitalia.com/arabitalia/Nejdarabians
Francesca, come è nata la tua passione? Difficile spiegare
come ... è stato un caso! Nel 1995 ero
stanca della solita vita cittadina e sognavo di avere un pezzo di terra
per potermi divertire con i miei animali. Per caso, sfogliando una rivista
di cavalli, lessi un articolo con la foto di un puledrino arabo. Allora
non sapevo niente di cavalli, non ne avevo mai sfiorato il dorso o sentito
il profumo e tantomeno avevo guardato gli occhi
profondi di un arabo: non potevo immaginare che a breve
la mia vita sarebbe cambiata totalmente. Aly Pasha, questo è il nome del
mio primo puledrino, oggi stallone che adoro, figlio di Andoy e Ghizzaia,
russo crabbett. Desideravo avere anche una fattrice tutta mia e sempre su
una rivista ho conosciuto l'allevamento umbro Tre Balzane di Monika Savier
e Maria Teresa Ferretti. Dopo tante raccomandazioni mi viene affidata
Narcis, una fattrice di Marbach, non
straight ma con la quasi totalità di sangue
egiziano e una piccola percentuale di polacco. Narcis era gravida di uno
stallone egiziano, Bayfyrre, un baio elegante con
una bella stuttura. Da questo accoppiamento nacque una femmina baia di
nome Narbey e successivamente sempre con lo stesso accoppiamento un'altra
femmina, Bayfairy, ora di proprietà dell'amico Antonio Leone. Nel
frattempo ho letto molto e non nascondo che l'autentico purosangue arabo
di Judith Forbis ha influenzato molto le mie scelte
sulla strada allevatoriale da percorrere. Mi hanno
colpito molto i rappresentanti della famiglia el shahbaa del ramo
mahfouza dalla quale proviene Maysa, la
mamma di Magidaa e successivamente Bint Magida, madre della famosissima
linea ruminaja, così sono partita in quarta alla ricerca di una figlia del
mitico stallone Ruminaja Ali . Cercando, in un ben noto allevamento, mi
trovai improvvisamente di fronte una fattrice trotinata di nome Ali
Sameeraah e appena l'allevatore mi disse che era figlia di Ruminaja Ali,
non potei che sbarrare gli occhi e sentire il mio cuore scalpitare
di gioia. Non sarei voluta tornata a casa, avrei dormito sempre con lei e
in pochi giorni eccola entrare nel mio allevamento. La gioia era tanta.
L'emozione mi rendeva tutto bellissimo, sapendo poi che a breve avrebbe
dato alla luce una puledra figlia di Ansata Shaamis ero ancora più
euforica. Dal sangue Ansata e Ruminaja è nata Ali Samahat, oggi la
capostipite del mio allevamento straight. Contenta di come Ansata Shaamis
dominava sulle fattrici in tipo, scelsi di accoppiare anche Narbey ed è
nata un'altra bellezza, Evelyn Bey. Oggi sono loro
due le colonne del mio allevamento, una straight
per rimanere sui puri egiziani e una relative per poter scegliere anche
stalloni di varie linee di sangue. Attualmente Evelyn è gravida di Wagner,
un figlio di Piruet.
Francesca con Samahat a sinistra ed Evelyn a destra |
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Annalisa Monicelli dell'Allevamento Halypa di Altamura (Bari) Website: www.halypa.com Annalisa, quando è nato il tuo allevamento? Abbiamo fondato l' halypa-al-duhaym-stud relativamente da poco tempo. L'idea, invece, di metter su questo allevamento esiste praticamente da sempre, da quando ero una ragazzina che trascorreva tutti i pomeriggi montando in maneggio. Quando io e mio marito ci siamo sposati, abbiamo pensato di tradurre in realtà tutto lo studio accurato di genealogie, fenotipi, genetica e storia dell'allevamento che frattanto aveva assunto un posto preponderante nella mia vita. Abbiamo iniziato da poco perché, in genere, un ottimo allevatore difficilmente vende una sua fattrice fondatrice! Il più delle volte si deve aspettare che nasca la fondatrice dei sogni! Difatti non ho mai pensato di partire allevando cavalli Arabi di media qualità genetica per poi acquistare l'ideale. Prima di comprare ''quella giusta'', tanto studio e passione e discussioni e scambi di idee con amici-allevatori primo tra tutti il grande filosofo Virgilio Sadnik e ora l' internazionale Monika Savier. Finalmente sei anni fa è arrivata la prima fondatrice e anno dopo anno gli altri: tutti a complemento della prima, tutti come tessere di un unico mosaico che ho saldamente in mente. Abbiamo scelto solo questa razza: la Dahmah Shahwaniyah, perchè riassume in forma reale il mio personale concetto di bilanciamento delle forme: niente è estremo. L'Arabo autentico è bello perché ha in se il concetto di Bello-Classico: così come lo intendevano gli scultori ellenici. Ciò che è estremo è, per me, semplicemente grottesco, stonato e poco funzionale. L' Arabo è prima di tutto un cavallo, cioè un atleta e quindi un essere armonioso che deve saper usare le gambe e i posteriori che Dio gli ha donato. Abbiamo scelto la Dahmah Shahwaniyah perché è l'unica razza che è stata selezionata accuratamente, fino ad oggi, per questo ideale. Non rincorriamo la mode passeggere degli shows: un’opera d'arte non può passare di moda. Nessuno si sognerebbe mai di considerare ''passata di moda'' un’ opera di Fidia o di Lisippo o di Policleto! Il Bello-Classico è il Bello Eterno, al di la dei passeggeri interessi economici. Con il mio lavoro di allevatrice, spero, semplicemente di portare avanti la ''pesante ''e ''difficile'' eredità degli allevatori che hanno fondato questa grande razza. Le nostre fondatrici sono naturalmente Duhaymat Shahwaniyat, molto consanguinee tra loro,ma ognuna con una e due tre linee parzialmente esterne. Due derivano da Bint Sabah, l'altra da Farida. Lo stallone è un Abeyyan Om Jurays, con linea paterna identica alle due Bint Sabah, con parecchi influssi Farida. Sia lo stallone che la fattrice della famiglia Farida sono in partnership con la signora Anna Maria Fortini Sadnik. |
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