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ALIMENTAZIONE E CURA DEL CAVALLO
di Clarita Cavallucci
Medico Veterinario e Dottore di Ricerca
Foto di Beatrice Bigotti
Per chiunque possegga e gestisca
un cavallo, la valutazione dello stato di salute è un fattore prima di
tutto intuitivo che scaturisce dal riscontro familiare di certi
atteggiamenti. Il cavallo in salute si presenta normalmente reattivo
ed attento, qualità dettate dal suo stato di “predato”. Qualsiasi
alterazione del suo normale comportamento ci deve indurre in allarme e
magari contattare il nostro veterinario di fiducia per avere
rassicurazioni sullo stato di salute del soggetto. Normalmente il
cavallo da grande erbivoro, passa la maggior parte del tempo
pascolando, mangiando o cercando fili di fieno o paglia nella
lettiera. Solo poche ore della giornata sono dedicate al riposo
totale. Contrariamente alle esigenze di scuderia, il cavallo in natura
preferisce consumare poche quantità di cibo per volta e molto
frequentemente, ciò in relazione alla sua condizione di erbivoro
monogastrico. Un buon programma alimentare presuppone la conoscenza
dei fabbisogni nutrizionali e delle caratteristiche degli alimenti, la
conoscenza della fisiologia digestiva del cavallo e un costante
monitoraggio mediante l’uso di razionamenti bilanciati. E’ altresì
importante aver chiara la funzione delle singole sostanze necessarie
all’animale, gli alimenti in cui sono presenti e in che percentuale,
in modo da fornirne la giusta quantità.
Per assicurare al cavallo il migliore
stato di benessere si deve prestare la massima attenzione all’ambiente
in cui viene allevato, al lavoro cui è sottoposto e naturalmente alla
sua alimentazione. Infatti, tutte le conoscenze scientifiche
evidenziano la positiva correlazione che si riscontra nel cavallo tra
corretta alimentazione e prevenzione delle patologie, miglioramento
delle performance, capacità riproduttiva, lunghezza della vita.
Ecco perché il primo obbiettivo è quello di contribuire al benessere
del cavallo, con alimenti formulati con il meglio della natura ed il
massimo della scienza.
Infatti siamo
consapevoli che la performance sportiva può migliorare con il metodo
più naturale che esiste: una buona attività fisica abbinata ad un
apporto nutritivo corretto.

Le sostanze nutritive
Gli elementi nutritivi necessari
all’organismo sono catalogabili in tre grosse categorie in base alla
funzione principale che sono chiamati a svolgere nell’ambito del
metabolismo animale: proteine, che hanno funzione plastica,
cioè di ‘costruzione’ del corpo, e sono contenute principalmente in
foraggi e semi di leguminose, in farine animali e di estrazione. Il
valore biologico di una proteina dipende dalla sua composizione in
amminoacidi essenziali ed esprime il suo ‘rendimento’ (rapporto
percentuale fra l’azoto trattenuto dall’organismo animale e l’azoto
effettivamente assorbito). Le carenze proteiche negli adulti possono
verificare perdite di peso, opacità del mantello, diminuzione della
crescita dello zoccolo e calo della fertilità.
Glucidi e lipidi,
a funzione principalmente energetica, fornendo appunto pronta energia
per tutti i processi vitali, e sono contenuti in foraggi di
graminacee, semi di cereali, grassi animali e
vegetali, farine di estrazione.
I lipidi hanno una grande importanza nelle strutture cellulari ed
esplicano una notevole funzione energetica; il loro apporto energetico
ha un rendimento alto più del doppio di quello dato dai glucidi. Le
loro funzioni biologiche poi sono svariate, sia come lipidi in sé che
associati a glucidi, proteine o altre molecole. I carboidrati, o
glucidi, sono le biomolecole più abbondanti sulla terra (cereali e
foraggi). Assorbiti dall’intestino, gli zuccheri raggiungono il fegato
e qui sono trasformati in glucosio, che viene utilizzato
immediatamente dalle cellule o immagazzinato sottoforma di glicogeno.
Il glicogeno, in seguito a stimoli ormonali, libera il glucosio in
circolo in modo da mantenere costante la glicemia. Il glucosio
costituisce il ‘carburante’ essenziale di tutte le cellule e il
carburante esclusivo delle cellule cerebrali. Se l’alimentazione è
troppo ricca in zuccheri, questi possono essere trasformati in grassi
e, come tali, immagazzinati.
Minerali e vitamine, che
hanno funzione regolatrice verso tutte le reazioni metaboliche
dell’organismo. Ognuno di questi elementi, però, ricopre ben più di un
ruolo: nessuno di loro infatti svolge una sola tipologia di funzioni
biologiche, bensì tutti vanno a comporre tasselli indispensabili l’uno
alle funzioni dell’altro. Le
vitamine, come pure macroelementi e microelementi di origine minerale,
costituiscono degli elementi nutritivi a tutti gli effetti, andando a
condizionare i più svariati processi metabolici. Di questi elementi è
poi importantissimo conoscerne gli esatti fabbisogni (sono
effettivamente minime le quantità necessarie), poiché la carenza o
l’eccesso di uno solo di questi elementi è in grado di arrecare danni
di una certa entità. La base della alimentazione per il
cavallo è rappresentata dal foraggio al quale vanno aggiunti i
concentrati, rappresentati da mangimi preferibilmente composti,
bilanciati ed integrati. Occorre quindi fornire al cavallo il giusto
contenuto di fibra nella razione in modo tale da mantenere il più
possibile inalterate le sue funzioni organiche di erbivoro e per
tenere impegnata molta parte del suo tempo al pasto, fondamentale per
il suo equilibrio psichico e per il fisiologico svolgersi della
digestione, ricordando che una masticazione fine e prolungata porta
alla secrezione di importanti enzimi digestivi e l’innesco dei
riflessi di motilità gastrointestinale.
I cereali non
dovrebbero essere utilizzati tal quali ma nobilitati con trattamenti
tecnologici, quali la schiacciatura, fioccatura ed estrusione
(compressione e vapore ad elevate temperature), che li rendono
altamente digeribili e facilmente assimilabili. Questi processi
tecnologici di cottura provocano una pre-digestione dell’amido
contenuto nei cereali, cioè la sua scissione in zuccheri semplici (mono-disaccaridi)
che sono così più facilmente attaccabili dagli enzimi dell’apparato
digerente.

Il pellet è oltremodo importante poiché permette di
integrare e bilanciare la razione con aggiunta di oligoelementi
e vitamine che sono assolutamente importanti poiché migliorano
le performance sportive e riproduttive del cavallo, potenziano i
processi antinfiammatori e stimolano l’immunità (l’autoimmunità). Il
cavallo è un atleta e per produrre massimi risultati deve essere
nutrito e allenato in modo appropriato. I soggetti che fanno agonismo
hanno necessità di energia elevata che sostenga l’organismo nei
momenti in cui è chiamato a compiere sforzi di grande intensità e
durata. I fabbisogni dell’attività fisica sono legati all’aumento di
richieste dei muscoli scheletrici e degli apparati cardio-circolatorio
e respiratorio, che richiedono energia di pronto utilizzo, al fine di
permettere al cavallo di dare il meglio di sé. Sostenere lo sforzo del
cavallo e ottenere ottime performance richiede anche presenza di
proteine digeribili e di acidi grassi omega 3, al fine di aumentare
il rendimento atletico e favorire la circolazione e la funzionalità
cardiaca. Il contributo delle
principali fonti energetiche alimentari (grassi e carboidrati) al
metabolismo dell’esercizio fisico dipende, infatti, da fattori quali
l’intensità e la durata dell’esercizio, il tipo di alimentazione
somministrata i giorni precedenti la competizione, nonché lo stato di
allenamento fisico del soggetto. E’ importante ricordare, a questo
proposito, che l’alimentazione sembra modificare la concentrazione di
glicogeno muscolare. Ecco perché l’alimentazione del cavallo deve
necessariamente armonizzarsi con gli obiettivi dell’allenamento: il
condizionamento a una prestazione di media intensità ma prolungata nel
tempo (tipo resistenza) deve determinare una variazione metabolica
verso un maggiore consumo di lipidi durante lo sforzo, allo scopo di
risparmiare il più possibile il glicogeno, migliorando in tal modo la
resistenza alla fatica.

A questo riguardo, onde evitare al cavallo
atleta le negative conseguenze di un accumulo di acido lattico nei
tessuti muscolari a seguito di uno sforzo molto intenso, è
consigliabile evitare assolutamente di somministrare zuccheri ‘rapidi’
prima di una gara, in quanto potrebbero provocare un’iperglicemia
secondaria, pregiudicando così le prestazioni sportive dei soggetti.
La distribuzione della razione è di importanza fondamentale
nell’ottimizzazione del piano alimentare. Per le sue caratteristiche anatomo-fisiologiche, il cavallo dovrebbe mangiare molto poco ma
spesso. Il fieno va somministrato sempre prima del concentrato per
ottenere una migliore digeribilità della razione ed evitare problemi
patologici che possono riguardare non solo il digerente del cavallo ma
anche i suoi piedi. Una regola fondamentale è quella di non eccedere
mai con i concentrati, siano essi semplici cereali o mangimi composti
e bilanciati. Gli apporti alimentari vanno stimati sulla base delle
conoscenze dei fabbisogni del cavallo che si calcolano in base ai
parametri zootecnici ed al tipo di lavoro a cui è sottoposto.

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